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Chiamateci consulenti: il metodo di lavoro di MM

In MM Company ci contraddistingue un approccio analitico, di consulenza, ispirato ai grandi maestri del design, che si ponevano come scopo non quello di fare rivoluzioni stravaganti, ma di trasformare, grazie al progetto e alla creatività, dei beni di uso quotidiano, altrimenti banali, in prodotti in grado di colpire l’immaginazione e suscitare emozione nel consumatore. La creatività, applicata ai progetti, conferisce dei valori aggiuntivi, in grado di dare un nuovo significato ad un oggetto, ad un catalogo, ad un accessorio. Lontani dai mercati di massa, i progetti dell’agenzia sono pensati per aziende che giocano la loro competitività su prodotti esteticamente qualificati e realizzati seguendo uno spirito d’eccellenza.

A differenza degli artisti liberi, il nostro lavoro consiste sì nello spostare più in là i confini del possibile, ma adattandosi alle possibilità produttive dell’industria. Dobbiamo infatti costruire le condizioni per continuare a scommettere sul nostro gioco da creativi, difendendo l’industria affinché possa continuare a puntare sulla qualità, nonostante le produzioni seriali. E, per riuscirci, dobbiamo assicurarci che il contenuto d’innovazione di un prodotto venga capito a pieno dai clienti, e non arrivi soltanto ad una ristrettissima nicchia di privilegiati.

Lo stile dei nostri progetti è orientato a raggiungere una sintesi essenziale e lontana dallo sfarzo ostentato. Il decoro, sebbene sia per noi una parte importante del processo compositivo, è vissuto come il perfezionamento finale dell’idea, l’accento di pregio, non l’essenza del progetto stesso. Un approccio modernista razionale che pone sempre al centro la funzione e l’esigenza, ma che lascia uno spazio anche per i sogni e le aspirazioni delle persone, da soddisfare tramite l’estetica.

Per riuscire nell’intento di fare progetti significativi e di valore, occorre una cosa che non tutti – sistema e clienti - sono disposti a darti, il tempo. Tutti sono così concentrati sul fare, sull’elaborazione, che tralasciano quella che per noi è invece la fase centrale della qualità: la ri-elaborazione. Tornare sulle proprie idee, riflettendoci, per rivederle, modificarle, stravolgerle se serve, è parte integrante del processo creativo. Centrare le premesse è importante – per questo ci definiamo dei consulenti e non degli artisti - ma non basta. Ogni giorno ci battiamo per trasmettere il valore del contenuto, anche nel veloce mondo del digitale.

“Cerco sempre la perfezione nel mio lavoro e in quello del mio team. Spesso mi definiscono determinato, ostinato. Ne vado fiero - anche se talvolta questo mi rende puntiglioso – perché credo che fare le cose bene sia l’unico modo accettabile. Non riesco a lasciar correre, anzi spesso mi soffermo sulle cose per interminabili sessioni di revisione. Fissarmi su qualcosa, e rivederlo più e più volte, mi permette di catturarne ogni singolo livello compositivo: posso ascoltare una canzone anche trenta volte di fila, da piccolo rivedevo lo stesso cartone animato decine di volte. Il gioco che mi piace è il processo di perfezionamento, più che il risultato stesso. Passavo intere giornate a costruire lo scenario perfetto dei Playmobil, ma una volta assettato tutto per bene, alla mia maniera, uscivo. Il gioco era finito”.

Una delle sfide più grandi è riuscire nell’intento di decidere quando ritenersi soddisfatti di un risultato. Nella creatività non ci sono dei parametri oggettivi per questo, delle checklist spuntate non sono sufficienti. Per riuscirci occorre essere risoluti, ambiziosi e pragmatici. Valori che contraddistinguono l’operosità dell’agenzia.






1. approfondita analisi dell’azienda e del mercato

2. consulenza creativa: obiettivi da perseguire e strategia da attuare

3. piano attività da implementare

4. creazione dei materiali

5. misurazione dei risultati ottenuti

6. ottimizzazione: affinchè il piano di lavoro possa essere sempre più mirato ed efficace